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LAVORARE CON I BAMBINI: NON SOLO NIDO

tata professionaleSi fa presto a dire asilo! Dopo l'intervista rilasciata da Zeroseiplanet alla rivista Millionaire [leggi l'articolo] è stato grande il successo dei corsi targati Zeroseiplanet per l'avviamento alla professione di imprenditore del sociale.

Ma ci sono anche altre professioni per mettersi in gioco con il mondo dell'infanzia, alternative o complementari al nido, che richiedono investimenti minimi e tanta professionalità. 


LA TATA PROFESSIONALE

La Tata, o "Nanny" per dirla all'inglese, è un termine che indica una figura che si occupa dei bambini presso famiglie di privati, quando i genitori non ci sono, oppure in affiancamento ai genitori stessi.

Ricordate la scena del "provino" di Mary Poppins, quando la supertata si presenta al padre e, dopo averlo sottoposto a una serie di domande, senza attendere di essere a sua volta interrogata, gli comunica che metterà alla prova tutta la famiglia per una settimana, dopo di che deciderà se accettare o no il posto?

Il ruolo della Tata non è semplicemente assistenziale, ma educativo. I ruoli che la Tata va a ricoprire nel suo lavoro sono tanti: dalla consulente familiare, alla educatrice, alla pedagogista... Per questo motivo è indispensabile una professionalizzazione del "mestiere" di tata, che non va improvvisato. 

LA FORMAZIONE -  Prima ancora di un diploma scolastico a una nanny viene richiesto motivazione e il physique du role. Fondamentale amare moltissimo i bambini e avere voglia di stare in loro compagnia.
Altro requisito è la capacità di comunicare con i più piccoli. Anche un temperamento paziente e dolce è indispensabile, così come una buona dose di energia, perché stare con i bambini richiede resistenza fisica. Infine, è importante sapersi relazionare con i genitori, sempre più esigenti, a volte iperprotettivi, arroganti oppure semplicemente innervositi dai propri sensi di colpa perché delegano la funzione educativa a un estraneo. Per emergere, oltre alla giusta motivazione e a una buona formazione scolastica, è bene frequentare con regolarità corsi di aggiornamento: perché le competenze di una tata doc sono vastissime e comprendono materie come psicologia, igiene, pedagogia, anatomia, scienza dell'alimentazione...

In Italia non è previsto un titolo di studi specifico per fare la Tata, e nemmeno un iter professionale istituzionale. Il nostro consiglio: è necessario partire da una buona base in fatto di formazione. I titoli di studio adatti a chi vuole dedicarsi ai bambini spaziano dal diploma di maturità magistrale o di liceo socio-psico-pedagogico fino a quello di assistente per l'infanzia, puericultura o assistente per la comunità infantile. C'è poi la formazione universitaria, con corsi di studio come la laurea in pedagogia, quella in scienza dell'educazione primaria o quella in scienze della formazione. Infine è ritenuta adatta anche la qualifica di operatore dei servizi sociali.

Come partire? Chi preferisce dedicarsi ai bambini più piccoli può frequentare uno dei corsi professionalizzanti tenuti dai centri di servizi per la prima infanzia, mentre chi è più appassionato all'aspetto psicologico e pedagogico si rivolge a una formazione universitaria. Fortemente consigliato poi il tirocinio da svolgersi presso una struttura per l'infanzia: asilo nido, centro infanzia, ludoteca, per acquisire le competenze "pratiche" che sono necessarie in qualsiasi lavoro con i bambini.

Per farsi conoscere, si può ricorrere al passaparola, oppure rivolgersi ai Centri servizi o Agenzie di baby sitting e tate professionali, che dopo un'accurata selezione si occupano di "incrociare" domanda e offerta.

LE ULTIME TENDENZE

A Londra si chiamano "mannies" e sono l'ultima tendenza. Lo dice il quotidiano Times (www.timesonline.co.uk), che in un'indagine attesta come otto persone su dieci accettino l'idea che a prendersi cura dei figli sia un uomo anziché una donna. I vantaggi del "tato", infatti, sono molti: è una specie di "fratello maggiore" che gioca con i bambini senza viziarli, non rischia una competizione affettiva con la madre e soprattutto non tenta di concupire il padre. Lo sanno bene anche da Tinies (www.tinieschildcare.co.uk), agenzia specializzata nella ricerca di personale domestico, che grazie agli uomini ha diversificato l'offerta, anche se per ora gli uomini che si prendono cura dei bambini sono solo il 4% del totale. Una soluzione, quella del "manny", adottata già in Italia dall'onorevole Daniela Santanchè, che per seguire il figlio Lorenzo di 9 anni ha assunto un giovane laureato.


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