Progetto pittura in verticale

Progetto pittura verticale

La pittura verticale permette al bambino di sperimentare il colore in una nuova dimensione spaziale, compiendo movimenti complessi che riguardano tutte le parti del corpo, e che pertanto richiedono una coordinazione particolare. Attraverso attività psico-motorie che coinvolgono diverse parti del corpo, il bambino affina le capacità senso-percettive dello stesso, consolidando l’acquisizione dell’intero schema corporeo. In particolare, le attività che si svolgono in verticale (sulla parete o su un supporto posto verticalmente) sono importanti perchè influiscono su molteplici aspetti: in generale sullo sviluppo motorio, e in particolare sullo sviluppo del micro-movimento e su quello del grande movimento: il micro-movimento per ciò che concerne la necessità di conseguire una buona competenza psicomotoria degli arti superiori e delle mani, gli altri tipi di attività per una coscienza corporea più generale e per una acquisizione della interezza del corpo come protagonista di ciò che si sta eseguendo.

Laboratorio di pittura in verticale al nido e alla scuola dell’infanzia

Tutti i bambini amano disegnare e lasciare tracce, con qualsiasi materiale che capiti loro a tiro: pastelli a cera, pennarelli e pennelli, sassi, bastoncini, terra… Spesso però hanno difficoltà di concentrazione e fanno fatica a stare seduti per tutto il tempo dell’attività, spesso sono proprio scomodi perchè per loro i gesti che devono compiere per disegnare o pitturare da seduti sono davvero difficili. Proviamo allora ad agevolarli e a farli disegnare da in piedi. Come? Attraverso la pittura in verticale.

Se invece di proporre il supporto su cui dipingere nella solita modalità orizzontale sui tavoli, si pensa di modificare la sua posizione ponendolo in verticale (a muro o su un cavalletto inclinato), si darà la possibilità ai bambini di sperimentare diverse condizioni di possesso dello spazio grafico e soprattutto di sviluppare diverse strategie di regolazione delle proprie capacità manuali e gestuali: diversi modi di orientare il braccio, di tenere lo strumento con il quale pitturano rispetto al supporto.

Pittura in verticale su vetro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come organizzare il laboratorio

Dove disporre il supporto: a muro, su un pannello, su un cavalletto inclinato, sulle vetrate, su un supporto al centro della stanza così da permettere il disegno sui due lati…

Come disporre il supporto: è importante che il bambino sia libero di sceglierne la disposizione (verticale o orizzontale). Lo spazio verticale corrisponde a quello del bambino che vi si proietta dentro (e infatti è l’inquadratura più pertinente al ritratto), quello orizzontale (che corrisponde al paesaggio) esprime una sensazione di indefinito.

Scelta del materiale su cui disegnare/dipingere: carta, cartone, tela, plastica, cellophane, vetro… la scelta dei tipi di supporto è vasta. Il materiale scelto può avere infinite proprietà e va proposto come materiale da esplorare: la carta, ad esempio, a seconda della sua porosità e finitura può essere interessante da indagare nelle sue diverse possibilità, non solo dipingendola, ma anche strappandola, lacerandola, imbevendola, incollandone dei pezzetti. Oppure può essere usata a sua volta come mezzo tracciante, come una specie di spugna, uno stampino. Analogo discorso per materiali diversi, come la plastica o il vetro, su cui il colore gocciola e scorre anzichè essere imbevuto, e così via: il colore può essere più o meno assorbito a seconda delle proprietà delle superfici che incontra. Teniamo presente che, soprattutto se i bambini useranno le mani, alle sensazioni visive si accompagneranno sensazioni tattili, per via della percezione sinestetica (significa la percezione attraverso più sensi in contemporanea), forte nel bambino piccolo.

Scelta dell’oggetto per tracciare: Il colore produce determinate tracce a seconda dell’oggetto/strumento scelto per tracciare: anche in questo caso è necessario proporre una grande varietà di oggetti e strumenti, dai semplici pastelli ai pennelli, stampini, spugne, ma anche strumenti non convenzionali come materiali naturali (foglie, muschio, terra, etc.) o strumenti come cotton fiocc, spruzzini, rulli…

Alcune importanti obiettivi psicomotori che si possono conseguire attraverso le attività di pittura svolte in verticale:

  • Stabilità dell’articolazione della spalla e del gomito

L’utilizzo di superfici verticali più grandi consentono ai bambini di utilizzare movimenti di braccio più grandi che incoraggiano la forza e la flessibilità nelle articolazioni e nei muscoli delle estremità superiori. Anche la mano esercita una certa forza in quanto funziona contro la gravità per continuare a produrre linee verticali, orizzontali e diagonali.

  • Coordinamento bilaterale

Alcune tecniche, come tracciare un oggetto, utilizzare uno stencil, o anche solo stabilizzare la carta  su una superficie verticale richiedono l’uso di entrambe le mani (una mano traccia, una tiene). Questo sviluppa il coordinamento bilaterale.

  • Incrociare la linea mediana del corpo

Quando un bambino scrive o disegna su una grande superficie verticale, deve attraversare la linea mediana del suo corpo con la mano dominante per raggiungere tutti gli spazi. Questo movimento è molto utile per i bambini che hanno difficoltà con l’attraversamento della linea mediana corporea e aiuta a stabilire un forte controllo del movimento delle mani.

  • Estensione del polso / presa della matita

La pittura verticale richiede che il polso sia posto in una posizione estesa che incoraggia la stabilizzazione della mano per una migliore presa e controllo degli strumenti utilizzati.

  • Attenzione visiva e coordinamento oculomanuale

Lavorare su una superficie verticale porta l’attività più vicino agli occhi del bambino. Questo aiuta i bambini che hanno difficoltà a mantenere l’attenzione visiva sulle attività e può contribuire a favorire la coordinazione oculo-manuale.

  • Consapevolezza spaziale-topologica

Quando un bambino lavora su una superficie verticale, soprattutto se questa è di grandi dimensioni, comprende in modo più semplice i termini direzionali (su, giù, a sinistra, a destra) perché il bambino può relazionare questi termini ai movimenti del proprio corpo, acquisendo in modo più facile le nozioni topologiche  principali .

 


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Percorsi formativi per il NIDO e la SCUOLA DELL'INFANZIA Dal nostro catalogo dei corsi Zeroseiplanet, i corsi per acquisire o perfezionare competenze professionali approfondite nell'ambito delle pratiche pedagogiche STEINERIANE, in cui approfondiamo le parti...

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Un decalogo per lavorare meglio al nido

Un decalogo per lavorare meglio al nido

Un decalogo per lavorare meglio al nido

È fondamentale che i servizi educativi dispongano di educatori e insegnanti che siano motivati e che apprezzino il proprio lavoro, poiché ciò garantirà una buona fidelizzazione del personale e avrà un impatto positivo sullo sviluppo e sul benessere dei bambini.

Alcuni suggerimenti su come far sentire valorizzato il personale dei servizi educativi:

1. Avere una visione

Qualsiasi servizio educativo di successo ha bisogno di una visione chiara che consenta ai dipendenti di comprendere appieno in che cosa crede l’organizzazione, quali sono i suoi valori fondanti e i suoi obiettivi futuri. Educatori e insegnanti sono impegnati “in prima linea”, ed è importante che si colleghino con l’organizzazione e i suoi valori.

2. Comunicare in modo efficace

Una comunicazione efficace è di vitale importanza per mantenere e sviluppare il coinvolgimento degli educatori e insegnanti. Come? Supportando la comunicazione in vari modi, ne parliamo nei nostri corsi sulla Comunicazione >>

3. Dare valore alle persone

Educatori e insegnanti​ devono sentirsi apprezzati all’interno dei loro team e per il contributo che danno all’ organizzazione e alla qualità del servizio educativo.

4. Fornire opportunità di sviluppo professionale

Questo punto è particolarmente importante nel settore dei servizi educativi, dove legislazione e requisiti sono in continua evoluzione. E’ importante che educatori e insegnanti abbiano accesso a una formazione regolare che vada oltre la loro formazione obbligatoria.

5. Fornire gli strumenti giusti per svolgere il lavoro

L’investimento continuo nei servizi educativi è una parte importante per mantenere la qualità del servizio.

Al tempo stesso, garantire che Educatori e Insegnanti abbiano gli strumenti giusti per svolgere i loro ruoli in modo efficace, rende l’ambiente in cui lavorare molto piacevole.

6. Riconoscere il contributo e il servizio degli educatori e insegnanti

Il riconoscimento è un aspetto importante della nostra vita lavorativa. E’ importante che educatori e insegnanti sentano riconosciuto il servizio che forniscono e il contributo continuo che danno all’organizzazione in generale. 

7. Guidare con l’esempio

I dirigenti, gestori, coordinatori di qualsiasi servizio educativo devono incarnare loro stessi per primi la visione, le convinzioni e l’etica del nido o della scuola, e devono essere loro stessi l’esempio in tutto ciò che fanno. Educatori e insegnanti devono essere in grado di vedere coloro che li guidano e coordinano come sostenitori dei valori del servizio educativo. Non dare l’esempio può causare disimpegno.

8. Investire nei futuri “leader”

Come in ogni organizzazione, anche negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia investire su educatori e insegnanti attraverso la formazione, le opportunità di sviluppo professionale e il mentoring è un aspetto da non trascurare.

9. Dare voce a tutti

Educatori e insegnanti sono le persone che nei servizi educativi hanno una vasta conoscenza ed esperienza pratica. Ma anche gli operatori che spesso non appaiono “in prima linea” nel servizio, come cuoche, ausiliarie, personale amministrativo, hanno tanto da dire, ed è importante che venga loro data la possibilità di essere ascoltati, contribuendo al coinvolgimento di tutti su vari aspetti: riconoscimenti della qualità del servizio, ma anche cambiamenti suggeriti.

10. Divertirsi!

Se ami quello che fai ti sembra più di un lavoro. Trascorriamo troppo tempo nei nostri luoghi di lavoro per non godere di ciò che facciamo. Un po’ di leggerezza e di impertinenza rende il clima lavorativo, in un settore che a volte è a rischio di burnout, più piacevole, giocoso, confortevole.

 

PER SAPERNE DI PIU’:

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Emozioni censurate e disturbi psicosomatici nei bambini

Emozioni censurate e disturbi psicosomatici nei bambini

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Quante volte incontriamo bambini che lamentano cefalea, dermatiti, asma e disturbi gastrointestinali? Bambini che sistematicamente vomitano tutte le mattine prima di andare a scuola, o che hanno il corpo ricoperto di eczemi? Quando queste patologie non hanno una causa organica ma funzionale, ovvero l’organo colpito è sano ma si altera nella sua funzione per via di un disagio psichico, inespresso o non riconosciuto, che si riflette nel corpo, allora parliamo di disturbi psicosomatici (PDM-Manuale Diagnostico Psicodinamico) (2006) ), molto comuni durante l’infanzia.

I bambini spesso non sono in grado di utilizzare il linguaggio per esprimere il loro disagio psichico, o semplicemente per dare un nome a quell’emozione spiacevole che avvertono, e allora il corpo diventa il principale veicolo di espressione del dolore psichico.

Sembra incredibile che uno stato psichico possa tradursi in un effetto fisico in maniera così prepotente sul corpo? ma questi disturbi psicosomatici non sono affatto malori inventati dalla mente di un bambino capriccioso che non vuole andare a scuola! Si tratta di un SOS reale, inviato dal corpo che ci vuole comunicare qualcosa che il bambino prova, qualcosa di sgradevole: paura, angoscia, rabbia non espresse… Sintomi reali che esigono di essere ascoltati.

Il bambino ha bisogno che quel sintomo venga riconosciuto, e che l’emozione sottostante a quelle sensazioni corporee possa, finalmente, essere legittimata ed espressa “a parole”. Altrimenti, non trovando un canale nel riconoscimento mentale e nell’espressione comunicativa queste emozioni devono per forza trovare uno sbocco diverso, corporeo e finiscono per essere somatizzate.

Perchè tutto parte da lì: dal sottile rapporto tra mente, corpo e cervello e, specialmente quando si parla di bambini, dalla relazione che nasce nell’interazione con la principale figura di accudimento, generalmente la madre. La modulazione degli affetti ricopre un ruolo cruciale nella nostra vita.

L’ abilità dell’educatore sta nel comprendere lo stato interno del bambino e sintonizzarsi con esso. Possiamo aiutare i bambini a comprendere a poco a poco che quando avvertono determinate sensazioni corporee, queste saranno ascrivibili a determinate emozioni che dapprima possono essere riconosciute, poi manifestate e verbalizzate.

E soprattutto, che le emozioni non vanno censurate, perchè sono proprio le emozioni nascoste che vengono somatizzate.

La grande conquista per lo sviluppo di un’integrazione psicosomatica, cioè l’integrazione tra il Sé corporeo e il Sé emotivo in un Sé coeso, tanto fisico quanto psichico, passa attraverso emozioni che devono essere vissute, manifestate, esplicitate: il bambino ha bisogno che quel sintomo venga riconosciuto, e che l’emozione sottostante a quelle sensazioni corporee possa, finalmente, essere legittimata ed espressa “a parole”.

 

Per saperne di più: corso “LA FORZA DELLE EMOZIONI: LA COMPETENZA EMOTIVA AL NIDO

 

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Organizziamo gli spazi della sezione lattanti

Organizziamo gli spazi della sezione lattanti

Nel progetto educativo che ciascuna struttura per l’infanzia adotta, è fondamentale indicare anche l’organizzazione interna del servizio, e in particolare la sua suddivisione in sezioni.

Per “sezione” si intende un gruppo di bambini di età omogenea, con una propria educatrice di riferimento, con un percorso educativo specifico studiato sulla fascia d’età. E’ possibile ovviamente una intersezione programmata con altri gruppi di bambini, ovvero la condivisione di attività in base alla programmazione didattica all’interno del nido.

 

 

Di solito si possono prevedere 3 gruppi omogenei di bambini all’interno del nido:

  • i lattanti (fino ai 12 mesi)
  • i semidivezzi (12-23 mesi)
  • i divezzi (dai 24 mesi)

La sezione dei lattanti non sempre è presente all’interno del nido, per diversi  motivi.

Innanzitutto perché comporta alcune difficoltà organizzative a cui non tutte le strutture sono in grado di far fronte, in particolare per quanto riguarda gli spazi e le attrezzature del nido.

Inoltre, dal punto di vista economico è sicuramente la sezione più costosa per la gestione, a causa del rapporto educatrice/bambini molto alto (in media 1 educatrice ogni 4-6 bambini, a seconda della regione), e della bassa frequenza di iscrizione: le mamme, se non costrette al rientro immediato al posto di lavoro entro tre mesi dal parto, preferiscono statisticamente usufruire dei congedi parentali fino al 9° – 12° mese di vita del bambino. E’ molto difficile infatti separarsi da un bimbo molto piccolo, ed affidarlo ad una struttura “extrafamiliare”; spesso le famiglie preferiscono optare per una baby sitter  che accudisca i piccoli nel loro ambiente domestico, almeno fino all’anno di età.

Ciononostante, la presenza di una sezione lattanti è sempre importante per un asilo nido di qualità, anche se dimensionata per pochi bambini.

E’ importante sottolineare che la sezione lattanti è una sezione a sé, sia per quanto riguarda gli spazi necessari, sia per quanto riguarda l’organizzazione interna, considerando come prioritario il rispetto delle esigenze e dei tempi dei bambini sotto l’anno d’età.

Vediamo quindi come organizzare al meglio questo importante servizio, a partire da alcuni spunti per individuare ed arredare gli spazi necessari.

 

SPAZI PER LA SEZIONE LATTANTI

Se il nido accoglie anche bambini lattanti è necessario prevedere degli spazi dedicati, in aggiunta a quelli già presenti per le sezioni dei semidivezzi e dei divezzi.

Gli spazi necessari per la sezione lattanti sono i seguenti:

  1. Un soggiorno (stanza attività) e una zona per l’alimentazione, separati da quelli delle altre sezioni.
  2. Una stanza per il riposo in ambiente separato
  3. Una cucinetta per la preparazione delle pappe (o una zona specifica all’interno della cucina esistente), direttamente comunicante con la zona per il pranzo lattanti.

Ribadiamo che gli spazi necessari per tali funzioni dovranno essere separati rispetto agli spazi per il gruppo dei divezzi.

Il soggiorno dei lattanti preferibilmente sarà contiguo e comunicante con gli spazi di soggiorno dei gruppi di bambini di età maggiore.

ARREDAMENTO DELLA SEZIONE LATTANTI

I lattanti e i semidivezzi, che non si sanno ancora spostare da soli e hanno pochissima autonomia, necessitano di un ambiente particolarmente studiato e di rapporti personali specifici. Fondamentali sono lo spazio, che deve permettere di muoversi gattonando, e gli arredi, che devono offrire sostegni cui aggrapparsi per iniziare a camminare (il mobile primi passi è adattissimo per questo tipo di esplorazione motoria). Risulta inoltre indispensabile avere spazi per il sonno e per la veglia attigui fra loro, per poter assecondare le esigenze e i tempi, spesso molto differenti, di ogni bambino.

La sezione lattanti, così come le altre sezioni del nido, va organizzata in angoli strutturati, quali ad esempio:

Angolo del morbido

Offre ai bambini che non sanno ancora camminare la possibilità di muoversi senza incontrare pericoli ed ostacoli. Si propone come un nido nel quale muoversi per esplorare, ma anche nel quale rannicchiarsi per ascoltare una musica o essere cullati. Un tappeto di gommapiuma rivestito di materiale lavabile e qualche cuscino senza parti che si staccano (come bottoni o ganci), suggeriscono l’idea di quest’angolo, dove è piacevole anche ritrovare oggetti e animali di panno e di peluche.

Materiali

Animali e forme di materiale morbido (peluche, velluto, cotone), coperte, tappeti tattili e sonori, mobile colorati, cuscini, sagome giganti in gommapiuma.

Angolo dei giochi di grande motricità

Propone arredi funzionali ai bisogni dei bambini che incominciano a muoversi per conoscere ed esplorare l’ambiente che li circonda. Arredi come il mobile primi passi, ricco di maniglie, sostegni e oggetti che attirano l’attenzione del bambino, favoriscono l’esplorazione dello spazio, la stazione eretta e i primi movimenti autonomi.

Materiali

Mobile primi passi, passeggini, piccola palestrina, spingi e cammina, cavalcabili, tappeti in gomma piuma, forme modulari in gommapiuma (scaletta, scivolo, cilindro, onde, ponte, semicilindro), piscina con le palline.

Angolo dello specchio

Questo angolo suggerisce moltissime esperienze di gioco alla scoperta della propria immagine e di quella dei compagni. Cercare di catturare l’immagine che lo specchio rimanda, vedersi e riconoscersi, è un gioco che meraviglia e appassiona anche i più piccoli. Lo specchio deve essere ben appeso alla parete e costruito in modo da poter resistere ai continui colpi dei bambini. La presenza di più specchi (appesi alle pareti o fissati sul pavimento) può aumentare notevolmente le possibilità dell’angolo.

Materiali

Specchio antisfondamento da parete o da pavimento, carte lucide, tappeto.

Angolo del fasciatoio

Nella sezione dei più piccoli è uno dei luoghi dove si trascorre più tempo. In questo spazio, mentre procedono le operazioni di pulizia, il contatto corporeo e quello visivo sono molto intensi e permettono il costruirsi di relazioni molto significative tra il bambino e l’adulto che se ne prende cura. Immagini colorate attaccate alle pareti e piccoli oggetti appesi al soffitto servono per attirare l’attenzione del bambino e diventano argomenti di dialogo.

Materiali

Fasciatolo, attrezzatura per l’igiene (pannolini, creme…), armadietti, carillon, mobiles, pupazzetti lavabili, sonagli.

Angolo dei tesori

In questo spazio trovano posto, in una grande cesta dai bordi bassi, giocattoli da proporre ai bambini molto piccoli per suscitare la loro attenzione, al loro meraviglia e curiosità. Si tratta di oggetti facili da prendere in mano, che i bambini possono portare alla bocca senza pericolo e che incuriosiscono per la forma, il colore o il rumore.

Materiali

Una grande cesta dai bordi bassi, oggetti di materiali diversi (ferro, legno plastica, stoffa, peluches), giocattoli, animali, bambole, pupazzi, carillon, trainabili in plastica insieme a oggetti di uso quotidiano.

Zona soggiorno e pranzo. Per la somministrazione del pasto e per i brevi, ma frequenti momenti di riposo, sono necessari seggioloni e infant seats (seggioline).

Il seggiolone deve avere struttura robusta e stabile, e deve permettere la seduta in completa sicurezza del bambino. Il sedile deve essere imbottito con schienale fisso o reclinabile, con cinture robuste che trattengano il bambino senza impedirne i movimenti. Il piano di appoggio, se previsto, deve essere ampio, non rovesciabile dal bambino e regolabile.

Per la pappa possono essere utilizzati seggioloni bassi a livello del tavolo, che di solito è semicircolare per agevolare le operazioni da parte dell’educatrice che siede al centro e può così controllare meglio il piccolo gruppo di bambini.

La seggiolina per i più piccoli, o infant-seat, è fatta di plastica foderata con un materassino imbottito, spesso con lo schienale reclinabile in più posizioni (una variante è la sdraietta): deve garantire il sostegno e il contenimento della schiena posteriormente e ai lati. Inoltre deve avere una struttura portante rigida, con larga base di appoggio e deve essere fornita di cintura di sicurezza.

Non deve mai essere collocarla su piani alti (tavolini o altri mobili) per evitare le possibili e frequenti cadute.

Stanza della nanna.

I lettini per la sezione lattanti devono essere solidi, ampio (130 x 60 cm) e costruiti con materiali atossici. Per la sicurezza del bambino, il lettino deve avere sbarre verticali a margini arrotondati, e distanziate di circa 7,5 cm per non consentire al piccolo di infilare la testa fra le doghe. Per la regolazione delle sponde laterali ci devono essere fermi di sicurezza, che ne impediscano l’azionamento al bambino. Il materasso deve essere rigido, privo di avvallamenti e di irregolarità, di dimensione esatta per il lettino (senza spazi laterali fra il bordo e la sponda), alto 10-15 cm, costituito da fibre naturali come cotone o lana. È meglio scegliere una rete a doghe in legno, rigida e indeformabile. Infatti quella metallica tende ad incurvarsi con l’uso e il passare del tempo e quella con l’asse unico in legno non permette un adeguato ricambio d’aria.

 

Per saperne di più: corso “APERTURA DI UN ASILO NIDO, CENTRO INFANZIA 06, LUDOTECA, BABY PARKING“: il corso può essere richiesto anche come consulenza specialistica nel proprio nido, compilando la form qui sotto:

 

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Datemi tempo nell’ambientamento al nido

Uno dei passi più importanti per un bambino e per i suoi genitori, è l’ingresso “sociale” nel nido o nella scuola dell’infanzia, che segna l’inizio di una nuova avventura e, per i genitori, l’avvio di una serie di riflessioni, domande, dubbi e perplessità del tutto legittimi e naturali. ”Sarà una scelta giusta? Come ci dobbiamo comportare i primi giorni?  E se ci dovesse mettere tanto a prendere fiducia nel nuovo ambiente?”

Affrontare l’inserimento e l’ambientamento al nido con serenità e, perchè no, anche con entusiasmo è possibile: i bambini potrebbero anche sorprenderci con le loro reazioni positive. In fondo il nuovo ambiente è un luogo tutto da scoprire ed esplorare, e i primi giorni sono segnati sì dalla separazione, ma anche da nuovi interessanti incontri.

In ogni caso dobbiamo considerare come reazione assolutamente normale che un bambino manifesti una certa resistenza verso una situazione che non conosce. Così come è normale che possa metterci più tempo del previsto ad abituarsi e ad accettare che i genitori non ci siano per aiutarlo a prendere confidenza con il nuovo ambiente.  L’importante è un ambientamento graduale, senza forzare i tempi, ricordando che ogni bambino è diverso dall’altro e che i tempi richiesti da ciascuno possono differire: per questo è importante che il nido o la scuola dell’infanzia adottino una metodologia di inserimento e ambientamento che possa essere adeguata e personalizzata per ciascun bambino.

 

Il nido non può essere un buon nido se rivolge la sua attenzione solo ai bambini; l’incastro tra l’opera dell’educatore e quella dei genitori è indispensabile, un incastro che non deve essere né invadenza, né una delega, ma un maturo ed esplicito equilibrio tra gli elementi.
Walter Fornasa

Lo stesso per quanto riguarda il tempo richiesto ai genitori per affiancare il bambino durante l’ambientamento: è un tempo che va concordato insieme, mai rigidamente definito, perchè ricordiamo che anche i genitori “si ambientano” al nido, acquistano fiducia nell’ambiente e nelle figure educative alle quali affidano il loro cucciolo, e gradualmente risolvono dubbi e incertezze. Il risultato è quello di una maggiore serenità nel distacco con il loro bambino, serenità che si trasmette anche ai piccoli e quindi li aiuta a loro volta ad affrontare il passaggio.

Se al bambino vengono dati i tempi giusti per ambientarsi, gradualmente si accorgerà che entrare al nido vuol dire essere accolto in un luogo che conosce e nel quale è riconosciuto, dove incontra opportunità e sicurezza, perché ha il tempo di orientarsi, capire, sentirsi capace e competente per agire con autonomia e sa di avere accanto a sé adulti in grado di interpretare i suoi bisogni e di offrire sostegno e attenzioni individualizzate.

Possiamo definire una durata indicativa del periodo di ambientamento, ma dobbiamo anche tener presente che in itinere può variare a seconda della reazione del bambino alla nuova situazione ed al tempo che gli occorre per conoscere i nuovi spazi, accettare i nuovi giochi, i compagni ed “attaccarsi ” ai nuovi adulti. Talvolta può essere necessario anche “fare qualche passo indietrorallentando i tempi previsti, poiché la fretta di concludere l’ambientamento e lasciare il bambino per tempi lunghi all’asilo nido può compromettere la positiva accettazione della nuova esperienza.

Perchè usiamo diversi termini per parlare di questo momento delicato?

Il termine “inserimento” significa immettere, introdurre. Questo presuppone, quando parliamo di “inserimento”, che il ruolo del bambino sia passivo quindi sia l’adulto (genitore ed educatore) che inserisce il bambino in un nuovo contesto. E’ il termine tradizionalmente usato nei testi pedagogici del passato, termine che è stato gradualmente sostituito, nell’uso e soprattutto nella valenza significativa, dal termine “ambientamento”.

Il termine “ambientamento”, letteralmente significa adattarsi ad un ambiente. E’ un passaggio graduale del bambino da un contesto familiare conosciuto ad un contesto più ampio da conoscere. Quindi il termine ambientamento mette il bambino al centro: il bambino ha un ruolo attivo nel suo adattarsi (ambientarsi) al nuovo contesto, essendo l’adulto un mezzo tra il bambino e l’ambiente.

 

Suggerimenti in libreria:

A PIÙ TARDI!

Un libro che racconta attraverso immagini e parole rassicuranti, i grandi baci della mattina, i giocattoli, i compagni, la pittura, il vasino, il sonnellino, i litigi e le coccole, la stanchezza della sera e… la felicità di ritrovarsi!

Edizioni Babalibri     lo trovate qui >>>

 

 

 

POI LA MAMMA TORNA di Alessandra Bortolotti

Ma come si gestisce il distacco e il senso di colpa dei genitori e soprattutto delle madri? Qual è il punto di vista del bambino quando si trova in un ambiente del tutto nuovo senza quelle che sono abitudini già consolidate tra le mura domestiche?

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AMBIENTAMENTO PARTECIPATO AL NIDO IN 3 GIORNI

 

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I costi di gestione del servizio educativo

Quali sono i costi di gestione di un servizio educativo per la prima infanzia? In sintesi le voci di costo nel caso di gestione diretta del servizio.
Sono costi da sostenere per il mantenimento dell’attività:
Affitto
Normalmente, la voce di costo inerente l’affitto mensile può essere di capitale importanza per comprendere se l’asilo potrà sopravvivere o meno e chiaramente dipende da due fattori: la metratura dei locali e il loro posizionamento topografico.
Costi correnti
I costi correnti consistono in: consumi di energia elettrica, consumi di acqua, costi per il riscaldamento/climatizzazione, telefono.
Acquisto materiale di consumo
Tale voce di uscita riguarda i costi mensili per acquisti del materiale igienico/sanitario e per acquisto di alimenti (nel caso di servizio catering, acquisto di pasti/porzioni pronte). E’ funzione del numero di bambini accolti nell’asilo nido.
Assicurazione
L’autorizzazione all’apertura di un asilo nido è soggetta, tra l’altro, all’accensione di una assicurazione contro danni a cose e persone, nonché per responsabilità civile e non. Tale costo dipende dal numero medio di bambini accolti.
Personale
E’ la voce di maggiore incidenza sul totale dei costi di gestione per tutte le tipologie di servizi per l’ infanzia, a causa degli sbarramenti imposti dalle normative per quanto riguarda il rapporto educatori/bambini. In particolare, se la capienza non viene attentamente segmentata in base a diverse sezioni, il rischio è quello dell’ impiego non ottimale delle risorse umane.
Nella voce :”Costi del personale” sono da considerarsi:
contributi previdenziali (INPS, Inail…)
elaborazione paghe e contratti di assunzione o licenziamento (e/o contratti a progetto)
Costi per attività di formazione e aggiornamento
Necessari annualmente sia per gli educatori che per il coordinatore pedagogico.
Manutenzione
All’interno dei costi di manutenzione ordinaria si includono: rinnovamento e riparazione annua della struttura; riparazione e/o sostituzione materiale didattico danneggiato; aggiornamento, riparazione e/o sostituzione materiale da lavoro (pc, fax, ecc.), aggiornamenti tecnici; varie ed eventuali.  Ogni cinque anni è necessario procedere a una ristrutturazione di entità maggiore di quella svolta annualmente.
Altre voci di costo:
Costi per la tenuta della contabilità, dichiarazioni I.V.A., dichiarazione dei redditi.
Eventuali leasing
Spese bancarie e postali per l’apertura di conti correnti
Eventuali rate di prestiti, mutui e interessi passivi
Imposte e tasse (oltre a quelle sul reddito).

Per saperne di più: un corso esaustivo sull’apertura e sulla gestione del servizio asilo nido e di servizi educativi a confronto:

APERTURA DI UN ASILO NIDO, CENTRO INFANZIA, LUDOTECA, BABY PARKING

Il bosco sensoriale invernale

Prendendo spunto dai meravigliosi allestimenti secondo l’approccio Reggio Children, ecco alcune proposte per allestire un fantastico “bosco invernale” nel nostro asilo nido o nella scuola dell’infanzia, un angolo innevato sensoriale. [ph. credits: Instagram e Pinterest]

  Possiamo utilizzare materiali prevalentemente bianchi, che ricreino l’effetto magico della neve: ad esempio, carta igienica semplicemente srotolata e appesa o “drappeggiata” su sostegni come in foto, in modo da creare dei festoni bianchi sotto i quali i bambini passano a gattoni, corrono, rotolano sfiorando la carta leggera, strappandola, manipolandola, e lanciandosela come palle di neve.
Sempre con la carta, possiamo creare tanti festoni e ghirlande bianche che pendono dal soffitto, integrando con file di cristalli, o festoni di pon pon bianchi in lana, o ancora ghirlande di batuffoli di cotone bianco: l’effetto sarà quello di un bosco invernale di materiali diversi.
Oppure, proviamo a creare una tana / angolo sensoriale a tema “neve”, una sorta di igloo in cui i bambini possono rifugiarsi e giocare. Qui, con l’aiuto magari dei genitori, possiamo utilizzare materiali bianchi, trasparenti ed argento: strisce di plastica a bolle, stagnola, cristalli in plastica, fiocchi di neve in carta, pon pon bianchi… i bambini si divertiranno ad esplorare i vari materiali attraverso il tatto, ad osservarli sdraiati sui cuscini morbidi, a rotolarsi fingendo che sia neve vera, a giocare con gli animali dell’inverno (orsetti bianchi, pinguini, foche bianche…

Per saperne di più: dal catalogo dei corsi di formazione Zeroseiplanet per educatrici di asilo nido e insegnati di scuola dell’infanzia, il corso:

LA FILOSOFIA DI LORIS MALAGUZZI E IL SUO APPROCCIO EDUCATIVO

PICCOLI SCIENZIATI: ATELIER E LABORATORI SCIENTIFICI

PICCOLI SCIENZIATI: ATELIER E LABORATORI SCIENTIFICI

CORSO ONLINE

Sabato 25 Marzo 2023  Ore 13.00 – 17.00

ISCRIZIONI CHIUSE

Orari del corso

13.00-13.30 Registrazione e saluto ai partecipanti

13.30 Inizio corso

17.00 Termine corso

Consegna Attestati ed ebook

MODALITA’ ONLINE: Non si tratta del solito corso on line sterile, ma di un’ aula virtuale interattiva dove tutti ci potremo vedere e confrontare come in presenza. È una novità in quest’ambito, ma in questo modo riusciremo a fare formazione molto simile a come se fossimo tutti presenti. Potrai farlo tranquillamente da casa, dal tuo pc o cellulare e tablet, purché abbia una videocamera e delle casse o un auricolare e ovviamente una connessione Internet.

DESTINATARI: educatrici di asilo nido, insegnanti di scuola dell’infanzia, coordinatori, laureati in scienze dell’educazione, studenti, ludotecari, animatori, conduttori di laboratori artistici, atelieristi

RELATORE: Dott.ssa Elisa Oppici, esperta in atelier e laboratori scientifici per bambini, dottoressa di ricerca in chimica

COSTI E MODALITÁ DI PAGAMENTO: quota corso € 60,00   (agevolazioni: € 50,00 per partecipante con una o più colleghe, o iscritto almeno a 2 corsi)

 

 

1 –  Compila la  FORM DI ISCRIZIONE

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oppure invia un’ email all’indirizzo corsi@zeroseiplanet.it specificando:

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2 – Attendi la risposta dalla Segreteria Corsi

3 – Versa la quota di iscrizione tramite bonifico sul c/c bancario indicato dalla Segreteria

4 – Invia al numero Whatsapp 3291931945 o all’indirizzo email corsi@zeroseiplanet.it la ricevuta di pagamento della quota iscrizione corso (+ iva se dovuta)

L’assegnazione dei posti disponibili avviene in ordine all’arrivo della ricevuta di pagamento.

Diritto di recesso: l’utente ha diritto di recesso in qualsiasi momento. La quota di iscrizione non viene restituita per recesso successivo a tale data.

INFO: segreteria@zeroseiplanet.it tel. 329.19.31.945 rif. Stefania Pompele

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i costi si intendono iva esclusa, se dovuta

Altre agevolazioni

Pacchetto formativo 20 ore per educatori ed insegnanti

  • Corsi online in diretta partecipata
  • Materiale didattico compreso
  • Attestato nominativo con monte ore formativo

5 corsi al prezzo di 4:  €. 300   

€. 200

Pacchetto formativo 40 ore per Coordinatori

  • Corsi online in diretta partecipata
  • Materiale didattico compreso
  • Attestato nominativo con monte ore formativo

10 corsi: 1 euro al giorno  €. 600 

€. 365

Avanzata formazione teorico-pratica in ambiti specifici.

  • Corsi online in diretta partecipata
  • Materiale didattico compreso
  • Attestato di Specializzazione

4 CORSI – 20%:  €. 240   

€. 200

Agevolazioni per scuole statali

Preventivo da concordare

  • Ampio catalogo di 400+ corsi online e in presenza
  • Possibilità di formazione on demand
  • Attestati e materiale didattico compresi

Agevolazioni per scuole private

Preventivo da concordare

  • Ampio catalogo di 400+ corsi online e in presenza
  • . Possibilità di formazione on demand
  • Attestati e materiale didattico compresi

Agevolazioni per Enti

Preventivo da concordare

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