WEBINAR APRIRE UN ASILO NIDO

WEBINAR APRIRE UN ASILO NIDO

 

Aprire un asilo nido dalla A alla Z

WEBINAR ON DEMAND SEMPRE DISPONIBILE:    [WEBINAR REGISTRATO ASINCRONO]

     

Al termine del corso viene rilasciato Attestato di Partecipazione e il materiale didattico in Pdf.

 

Il presente corso viene proposto in modalità WEBINAR ASINCRONO a grande richiesta, e si può seguire in data a scelta concordata con la Segreteria Corsi.

Nella modalità WEBINAR ON DEMAND la registrazione non viene inviata via email: il giorno del corso nella data a vostra scelta, qualche minuto prima dell’inizio, si riceve via email il link per l’accesso all’aula virtuale in cui si seguirà il webinar entro gli orari del corso sottoindicati.

ORARI DEL CORSO:

– il corso inizia alle ore 9.30

– è prevista una pausa pranzo a metà corso

– il corso termina alle ore 17.00

 

OBIETTIVI DEL CORSO:

Come aprire un asilo nido dalla A alla Z : si tratta di un corso unico in Italia per completezza e approfondimento delle informazioni. I relatori sono gli esperti di Zeroseiplanet, professionisti che da oltre un decennio si occupano di progettazione, organizzazione e gestione di asili nido pubblici, privati ed aziendali in tutta Italia, sempre aggiornati con le nuove normative e sulle nuove tecniche pedagogiche.

Aprire un asilo nido oggi

Durante il corso si apprenderanno tutte le normative gestionali, tecniche, strutturali e amministrative, informazioni fondamentali e necessarie per capire come aprire un Asilo nido, Micronido, Ludoteca (baby parking), Centro infanzia e come gestire servizi all’infanzia di qualità.

Gli esperti durante il corso affrontano in modo chiaro la nuova normativa che regola gli asili nido e gli altri servizi all’infanzia, le sue applicazioni regionali, la distribuzione degli spazi secondo l’attuale normativa sanitaria.

Si prendono in esame passo per passo le modalità di gestione organizzativa del servizio asilo nido, attraverso l’analisi della distribuzione dei ruoli e dell’organizzazione interna.

Partendo da una panoramica sui servizi tradizionali e su quelli integrativi, si propone una riflessione anche sulle varie tipologie di servizi innovativi. Ludoteche e Atelier, nidi famiglia (nidi in casa), servizi di baby sitting (per famiglie, per Enti, per strutture turistico/alberghiere…), centri gioco, e tante altre attività in collaborazione con Enti, Scuole, Aziende, consentono un potenziamento del reddito e uno sviluppo del servizio.

ARGOMENTI DEL CORSO:

  •  Cosa cambia con la riforma del sistema integrato 06? Tipologie di servizio che rimangono e servizi che cambiano: servizi tradizionali e servizi innovativi (asili nido, baby parking, centri infanzia, nidi famiglia, sezioni primavera, nidi aziendali, ludoteche, nidi bilingue, agrinidi, nidi bio); diversificazioni regionali
  • Strutturazione e organizzazione delle diverse tipologie di servizio per l’infanzia nelle varie regioni, come cambia il servizio pubblico e come cambia il servizio privato.
  • Requisiti strutturali, funzionali e tecnologici dell’immobile
  • Criteri di valutazione sulla tipologia del servizio: asilo nido e baby parking a confronto
  • Iter burocratico per l’autorizzazione dei diversi tipi di servizio per l’infanzia Iter per l’approvazione di Servizi Innovativi 06 (Poli e Centri infanzia 06 sperimentali)

  • Interfaccia con gli uffici tecnici per le autorizzazioni: dove andare, cosa fare per non perdere tempo e denaro per aprire un asilo nido. Come ottenere subito le autorizzazioni sanitarie e le autorizzazioni per il servizio mensa.

  • Potenzialità del servizio: alcuni spunti per ampliare l’offerta

  • I servizi integrativi: il centro di servizi di baby sitting, i nidi famiglia, i laboratori e gli atelier per bambini

  • Il franchising nei servizi all’infanzia: cos’è e come funziona; vantaggi e svantaggi

  • La forma giuridica migliore: chi avvia il nido? qual è la differenza fra persona fisica e persona giuridica? quali sono le tipologie societarie migliori per il nido d’infanzia? come si aprono e quanto costano?

  • Le figure professionali e i titoli di studio necessari: quali sono i Contratti Collettivi Nazionali attualmente in vigore? Come cambia il panorama lavorativo negli asili nido dopo la riforma del sistema integrato 06?

  • I ruoli e l’ottimizzazione del piano del personale: di quanto personale ho bisogno? Quali qualifiche sono valide da adesso in poi? Con quali mansioni? Non sono titolato per aprire un asilo nido: posso aprirlo lo stesso? Come faccio?

  • Costi e Redditività dei servizi per l’infanzia a confronto: quanto rende un Nido d’Infanzia?

  • Punto di equilibrio economico e potenziamento della redditività: come faccio ad aumentare le entrate di un Nido?

  • Il regolamento interno, il Progetto educativo e la Carta Servizi: perchè sono importanti? Come gestire la privacy con il nuovo regolamento europeo?

  • Promuovere il servizio: cenni di marketing, business plan: come pubblicizzo il servizio? quali sono i canali migliori? che aspettative posso attendermi dalle diverse forme pubblicitarie?

  • La Qualità come garanzia di continuità del servizio: Convenzione e Accreditamento del servizio asilo nido sul territorio: cosa sono e come ottenerli?

Dopo anni di esperienza come educatrice finalmente un nido tutto mio

Ho realizzato il mio sogno: una ludoteca atelier per tutti i bambini, anche quelli con difficoltà

DESTINATARI 

Privati, Enti Pubblici, Aziende, chiunque abbia intenzione di aprire e gestire un asilo nido o un altro tipo di servizio per l’infanzia, in tutte le Regioni.

 

COSTI E MODALITÀ DI ISCRIZIONE

Quota corso: € 190,00 per partecipante

1 – Compilazione della: FORM DI ISCRIZIONE

oppure:

invio di email all’indirizzo corsi@zeroseiplanet.it specificando:

NOME E COGNOME

INDIRIZZO

EMAIL

TELEFONO

CODICE FISCALE

CORSO A CUI CI SI ISCRIVE

2 – Attendere risposta dalla Segreteria Corsi

3 – Versamento quota di iscrizione di € 190,00 tramite bonifico su c/c bancario come da indicazioni della Segreteria Corsi

Il prezzo del corso si intende Iva esclusa.

5 – Invio al numero Whatsapp 3291931945 o all’indirizzo email: corsi@zeroseiplanet.it della ricevuta di pagamento.

Si rilascia Attestato di frequenza.

Diritto di recesso: l’utente ha diritto di recesso in qualsiasi momento. La quota di iscrizione non viene restituita ma può essere utilizzata per un corso successivo.

INFO: segreteria@zeroseiplanet.it

tel. 329.19.31.945 rif. Stefania Pompele

 

APERTURA DI UN ASILO NIDO, CENTRO INFANZIA 06, SPAZIO GIOCO, LUDOTECA

 

Aprire un asilo nido dalla A alla Z

webinar registrato asincrono, sempre disponibile on demand

ore 9.30 – 17.00  in data a scelta

Al termine del corso viene rilasciato Attestato di Partecipazione e il materiale didattico in Pdf.

 

Il presente corso viene proposto in modalità WEBINAR ASINCRONO a grande richiesta, e si può seguire nella data a vostra scelta concordata con la Segreteria Corsi.

Nella modalità WEBINAR la registrazione non viene inviata via email: il giorno da voi scelto per il corso, qualche minuto prima dell’inizio, si riceve via email il link per l’accesso all’aula virtuale in cui si seguirà il webinar entro gli orari del corso sottoindicati.

ORARI DEL CORSO:

– il corso inizia alle ore 9.30

– è prevista una pausa pranzo a metà corso

– il corso termina alle ore 17.00

 

OBIETTIVI DEL CORSO:

Come aprire un asilo nido dalla A alla Z : si tratta di un corso unico in Italia per completezza e approfondimento delle informazioni. I relatori sono gli esperti di Zeroseiplanet, professionisti che da oltre un decennio si occupano di progettazione, organizzazione e gestione di asili nido pubblici, privati ed aziendali in tutta Italia, sempre aggiornati con le nuove normative e sulle nuove tecniche pedagogiche.

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Gli esperti durante il corso affrontano in modo chiaro la nuova normativa che regola gli asili nido e gli altri servizi all’infanzia, le sue applicazioni regionali, la distribuzione degli spazi secondo l’attuale normativa sanitaria.

Si prendono in esame passo per passo le modalità di gestione organizzativa del servizio asilo nido, attraverso l’analisi della distribuzione dei ruoli e dell’organizzazione interna.

Partendo da una panoramica sui servizi tradizionali e su quelli integrativi, si propone una riflessione anche sulle varie tipologie di servizi innovativi. Ludoteche e Atelier, nidi famiglia (nidi in casa), servizi di baby sitting (per famiglie, per Enti, per strutture turistico/alberghiere…), centri gioco, e tante altre attività in collaborazione con Enti, Scuole, Aziende, consentono un potenziamento del reddito e uno sviluppo del servizio.

ARGOMENTI DEL CORSO:

  •  Cosa cambia con la riforma del sistema integrato 06? Tipologie di servizio che rimangono e servizi che cambiano: servizi tradizionali e servizi innovativi (asili nido, baby parking, centri infanzia, nidi famiglia, sezioni primavera, nidi aziendali, ludoteche, nidi bilingue, agrinidi, nidi bio); diversificazioni regionali
  • Strutturazione e organizzazione delle diverse tipologie di servizio per l’infanzia nelle varie regioni, come cambia il servizio pubblico e come cambia il servizio privato.
  • Requisiti strutturali, funzionali e tecnologici dell’immobile
  • Criteri di valutazione sulla tipologia del servizio: asilo nido e baby parking a confronto
  • Iter burocratico per l’autorizzazione dei diversi tipi di servizio per l’infanzia Iter per l’approvazione di Servizi Innovativi 06 (Poli e Centri infanzia 06 sperimentali)

  • Interfaccia con gli uffici tecnici per le autorizzazioni: dove andare, cosa fare per non perdere tempo e denaro per aprire un asilo nido. Come ottenere subito le autorizzazioni sanitarie e le autorizzazioni per il servizio mensa.

  • Potenzialità del servizio: alcuni spunti per ampliare l’offerta

  • I servizi integrativi: il centro di servizi di baby sitting, i nidi famiglia, i laboratori e gli atelier per bambini

  • Il franchising nei servizi all’infanzia: cos’è e come funziona; vantaggi e svantaggi

  • La forma giuridica migliore: chi avvia il nido? qual è la differenza fra persona fisica e persona giuridica? quali sono le tipologie societarie migliori per il nido d’infanzia? come si aprono e quanto costano?

  • Le figure professionali e i titoli di studio necessari: quali sono i Contratti Collettivi Nazionali attualmente in vigore? Come cambia il panorama lavorativo negli asili nido dopo la riforma del sistema integrato 06?

  • I ruoli e l’ottimizzazione del piano del personale: di quanto personale ho bisogno? Quali qualifiche sono valide da adesso in poi? Con quali mansioni? Non sono titolato per aprire un asilo nido: posso aprirlo lo stesso? Come faccio?

  • Costi e Redditività dei servizi per l’infanzia a confronto: quanto rende un Nido d’Infanzia?

  • Punto di equilibrio economico e potenziamento della redditività: come faccio ad aumentare le entrate di un Nido?

  • Il regolamento interno, il Progetto educativo e la Carta Servizi: perchè sono importanti? Come gestire la privacy con il nuovo regolamento europeo?

  • Promuovere il servizio: cenni di marketing, business plan: come pubblicizzo il servizio? quali sono i canali migliori? che aspettative posso attendermi dalle diverse forme pubblicitarie?

  • La Qualità come garanzia di continuità del servizio: Convenzione e Accreditamento del servizio asilo nido sul territorio: cosa sono e come ottenerli?

Dopo anni di esperienza come educatrice finalmente un nido tutto mio

Ho realizzato il mio sogno: una ludoteca atelier per tutti i bambini, anche quelli con difficoltà

DESTINATARI 

Privati, Enti Pubblici, Aziende, chiunque abbia intenzione di aprire e gestire un asilo nido o un altro tipo di servizio per l’infanzia, in tutte le Regioni.

 

COSTI E MODALITÀ DI ISCRIZIONE

Quota corso: € 190,00 per partecipante

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oppure:

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Si rilascia Attestato di frequenza.

Diritto di recesso: l’utente ha diritto di recesso in qualsiasi momento. La quota di iscrizione non viene restituita ma può essere utilizzata per un corso successivo.

INFO: segreteria@zeroseiplanet.it

tel. 329.19.31.945 rif. Stefania Pompele

 

DISCOVERING THE SECRETS OF NATURE – MICRO AND MACRO WORLDS

DISCOVERING THE SECRETS OF NATURE – MICRO AND MACRO WORLDS

COURSE OBJECTIVES

Micro and macro worlds of nature: let’s create a project together!

From walls to the outdoors, from windows to the sky, from stillness to movement: nature is an educational context of rare beauty, that smells of experience, discovery, and life.

Time spent in the outdoors allows for observation, contamination, integration, and harmony between insects, animals, people, trees, and flowers.

Outdoor education allows for the respect of human needs and is a great opportunity that can be given to children, therefore it is important to have an operational tool!

Let’s create personalized projects together for outdoor education in your services.

Through facilitated discussion circles, we define objectives, evaluate possible critical issues and problems, look for effective strategies, hypothesize activities, and define ways to evaluate the progress of the project itself.

COURSE PROGRAM

• Recognizing the value of outdoor experience

• The space of slowness

• Simplification

• Exploration of the environment and activity proposals

PRACTICAL PART: let’s create a possible operational tool for your outdoor path

 

COURSE DURATION: half-day

TARGET AUDIENCE: Operators of services for children (educators, nursery managers, coordinators, kindergarten teachers, animators).

 

ASK INFORMATION >>>

BAMBINI INVISIBILI VS. BAMBINI IPERATTIVI

BAMBINI INVISIBILI VS. BAMBINI IPERATTIVI

CORSO ONLINE

Sabato 30 Settembre 2023  Ore 13.00 – 17.00

Orari del corso

13.00-13.30 Registrazione e saluto ai partecipanti

13.30 Inizio corso

17.00 Termine corso

Consegna Attestati ed ebook

 

MODALITA’ ONLINE: Non si tratta del solito corso on line sterile, ma di un’ aula virtuale interattiva dove tutti ci potremo vedere e confrontare come in presenza. È una novità in quest’ambito, ma in questo modo riusciremo a fare formazione molto simile a come se fossimo tutti presenti. Potrai farlo tranquillamente da casa, dal tuo pc o cellulare e tablet, purché abbia una videocamera e delle casse o un auricolare e ovviamente una connessione Internet.

DESTINATARI: educatrici di asilo nido, insegnanti di scuola dell’infanzia, coordinatori, laureati in scienze dell’educazione, studenti

RELATORE: dott.ssa Camilla Olioso, psicologa e psicomotricista

COSTI E MODALITÁ DI PAGAMENTO: quota corso € 60,00 per partecipante (€ 50,00 per due o più corsisti della stessa scuola/nido)

1 –  Compila la  FORM DI ISCRIZIONE

oppure invia un’ email all’indirizzo corsi@zeroseiplanet.it specificando:

NOME E COGNOME

INDIRIZZO

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SCUOLA

CORSO A CUI CI SI ISCRIVE

2 – Attendi la risposta dalla Segreteria Corsi

3 – Versa la quota di iscrizione tramite bonifico sul c/c bancario indicato dalla Segreteria

4 – Invia al numero Whatsapp 3291931945 o all’indirizzo email corsi@zeroseiplanet.it la ricevuta di pagamento della quota iscrizione corso

L’assegnazione dei posti disponibili avviene in ordine all’arrivo della ricevuta di pagamento.

Diritto di recesso: l’utente ha diritto di recesso in qualsiasi momento. La quota di iscrizione non viene restituita per recesso successivo a tale data.

INFO: segreteria@zeroseiplanet.it tel. 329.19.31.945 rif. Stefania Pompele

I corsi di Zeroseiplanet

Lo specchio come strumento educativo: l’importanza dell’immagine riflessa nella costruzione dell’identità del bambino

Per i bambini osservare la propria immagine riflessa nello specchio è di grande interesse e divertimento.
Questo interesse è in gran parte motivato dall’amore del bambino per i volti umani e dall’incredibile “interattività” dell’immagine riflessa. 
Inizialmente il bambino non sa chi sia quello che vede nello specchio: gli sorride e risponde divertito al sorriso che lo specchio riflette. E’ solo intorno ai 18 mesi che il bambino comincia a riconoscere se stesso nell’immagine riflessa e a divertirsi ancora di più!

Lo specchio strumento educativo

Lo specchio: uno strumento importante al nido e alla scuola dell’infanzia, essendo lo strumento che sostiene il bambino nella costruzione della rappresentazione mentale del corpo, del volto, quindi di sé. Lo specchio è anche considerato dai bambini un oggetto magico; è prezioso per vivere esperienze di carattere cognitivo, traccia la strada della simmetria, ma contiene anche l’inverosimile, una realtà non visibile al primo sguardo.

Lo specchio è ambiguo, quando moltiplica la realtà, crea illusioni e suggestioni affascinanti, permette la scoperta di diversi punti di vista, aumenta la percezione dello spazio.

Ma i bambini non arrivano subito alla consapevolezza che ciò che vedono riflesso nello specchio è il proprio volto, il proprio corpo; giungono a questa consapevolezza attraverso successive fasi di ricerca, che possono essere sintetizzate come segue:

Il rispecchiamento nel volto della madre

Il primo specchio del bambino, appena nato e fino ai 6 mesi di età, è il volto della madre, come Winnicott suggerisce nel suo libro “Gioco e realtà”, in cui troviamo un capitolo piuttosto eloquente: “La funzione di specchio della madre e della famiglia nello sviluppo infantile“.

Nei primi mesi

Ricordiamo che alla nascita l’apparato visivo è funzionante ma immaturo. Il bambino non è in grado di focalizzare entrambi gli occhi su uno stesso punto, e riesce a mettere a fuoco i dettagli solo a breve distanza 20-50 cm. Se posizioniamo il il bambino in posizione sdraiata ad una breve distanza da uno specchio nel quale possa guardarsi, notiamo che: dopo un brevissimo periodo iniziale di disinteresse di fronte alla propria immagine speculare, il bambino prima si dedica ad osservare attentamente le immagini che vede riflesse, poi successivamente dedica alle immagini dedica alle immagini mimiche, vocalizzazioni e sorrisi.

Verso i 3 mesi, quando il bambino riesce a cogliere la costante di forma, notiamo che se il bambino è tenuto davanti allo specchio in braccio all’adulto, in un primo momento le reazioni alla propria immagine e a quella dell’adulto sono indifferenziate. Quindi è l’immagine di quest’ultimo, perché più familiare, ad essere la più osservata, coinvolta in confronti e giochi, come quello del “cucù”, e fatta sparire.

Intorno ai 6 mesi

Il bambino davanti allo specchio ancora non si riconosce, ma entra nella fase della cosiddetta “reazione sociale”, in cui prova piacere a disporre di un “compagno” che non si ritrae, con il quale sperimentare nuovi giochi, ed esprime la gioia e l’eccitazione di questa scoperta con sorrisi, avvicinandosi allo specchio per batterlo con le mani aperte, e talvolta leccarne la superficie.

Dai 6 ai 12 mesi

Successivamente il bambino constata la sperimentazione di una serie di gesti, movimenti, boccacce e confronti con il proprio corpo, che talvolta viene fatto aderire alla specchio. Un po’ alla volta comincia a capire il meccanismo speculare: osserviamo a volte si gira e che comincia a scoprire che la causa di tutto quello che compare nello specchio è da ricercare alle proprie spalle. Ancora però non riconosce il bambino dello specchio come se stesso.

Fase del disagio

In un primo tempo, tutte queste vicende appaiono gioiose; in seguito, invece, subentra una fase molto prolungata di timidezza, di disagio: occhi bassi, sguardo sfuggente. Alcuni studiosi hanno spiegato questo atteggiamento come dovuto ad un disagio nei confronti dell'”estraneo”, non ancora riconosciuto come sè, e in questa fase il bambino studia i comportamenti del riflesso.

Fase del riconoscimento

La fase successiva è quella del riconoscimento, in cui  il bambino manifesta in modo inequivocabile la raggiunta consapevolezza che quanto vede riflesso, soprattutto il volto, è il proprio volto. Questo traguardo sta a significare una forma in realtà matura e complessa di rappresentazione della propria identità.

Ovviamente la sequenza di queste fasi è  variabile a seconda dell’individualità del bambino.

Da questo momento in poi, lo specchio rappresenterà uno strumento importantissimo per la ricerca sulla propria auto-individuazione, sulla propria identità corporea, stimolando al tempo stesso la creatività dei bambini e ampliando i loro orizzonti logico-spaziali.


Per saperne di più: dal catalogo dei corsi di formazione Zeroseiplanet per educatrici di asilo nido e insegnanti di scuola dell’infanzia, il corso:

ESPLORANDO CON GLI SPECCHI: GIOCHI ED ATTIVITÀ

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I corsi di Zeroseiplanet

OUTDOOR EDUCATION

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SPECIALIZZAZIONE IN INGLESE EMOZIONALE

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What do Loris Malaguzzi’s educational philosophy and Nicholson’s Loose Parts theory have in common?

What do Loris Malaguzzi’s educational philosophy and Nicholson’s Loose Parts theory have in common?

The article explores the connection between Loris Malaguzzi’s educational philosophy of the Reggio Emilia schools and Simon Nicholson’s theory of Loose Parts. Both thinkers view creativity and curiosity as fundamental to children’s learning, and how materials and “variables” can be used innovatively to support this discovery.

The article also explores the use of waste materials and the REMIDA project as a concrete example of how these educational principles can be put into practice.

Nicholson, a British architect and designer, introduced the term “Loose Parts” in a 1971 essay, where he emphasized the importance of offering open-ended materials to children, such as natural or recycled materials, but also considering “variables” such as music, gravity, words, concepts, and ideas. The Loose Parts theory was very positively received in the following years, not immediately in the educational field, but primarily in the design and outdoor space planning fields.

Malaguzzi also believed in the creativity of all children and their curiosity about the surrounding world, and believed that they needed a suitable environment to express this curiosity. The use of recycled materials in Reggio Emilia schools was developed through REMIDA, a cultural project born in the mid-1990s, which aims to promote sustainability, creativity, and research on waste materials.

Here too, materials are considered as containers of intelligences and possibilities, which can be modified and transformed by children’s ideas and their combination with other materials and phenomena.

The connection between Nicholson and Malaguzzi’s theories lies in their common attention to children’s creativity and curiosity, as well as their need for a suitable environment to experiment, explore, and learn. Both thinkers view materials as tools for children’s critical and creative thinking development, and support the importance of offering them a wide range of materials and “variables” to explore and discover the world around them.

Cos’hanno in comune la filosofia di Loris Malaguzzi e la teoria delle Loose Parts di Nicholson?

L’articolo esplora la connessione tra la filosofia educativa di Loris Malaguzzi delle scuole di Reggio Emilia e la teoria delle Loose Parts di Simon Nicholson.

Approfondiamo come entrambi i pensatori vedano la creatività e la curiosità come fondamentali per l’apprendimento dei bambini, e come i materiali e le “variabili” possano essere utilizzati in modo innovativo per supportare questa scoperta.

L’articolo esplora anche l’uso dei materiali di scarto e del progetto REMIDA come esempio concreto di come questi principi educativi possono essere messi in pratica.

Nicholson, un architetto e designer britannico, ha introdotto il termine “Loose Parts” in un saggio del 1971, nel quale ha sottolineato l’importanza di offrire ai bambini materiali aperti, come i materiali naturali o riciclati, ma anche di considerare “variabili” come la musica, la gravità, le parole, i concetti e le idee. La teoria delle Loose Parts è stata accolta molto positivamente negli anni successivi, non subito in ambito educativo ma in primis nell’ambito del design e della progettazione di spazi, anche all’aperto.

Anche Malaguzzi credeva nella creatività di tutti i bambini e nella loro curiosità per il mondo circostante, e riteneva che avessero bisogno di un ambiente adatto per esprimere questa curiosità. L’uso di materiali riciclati nelle scuole di Reggio Emilia è stato sviluppato attraverso REMIDA, un progetto culturale nato a metà degli anni ’90, che mira a promuovere la sostenibilità, la creatività e la ricerca sui materiali di scarto.

Anche qui, i materiali vengono considerati come contenitori di intelligenze e possibilità, che possono essere modificati e trasformati dalle idee dei bambini e dalla loro combinazione con altri materiali e fenomeni.

La connessione tra le teorie di Nicholson e Malaguzzi risiede nella loro comune attenzione alla creatività e alla curiosità dei bambini, nonché alla loro esigenza di un ambiente adatto per sperimentare, esplorare e imparare.

Entrambi i pensatori considerano i materiali come strumenti per lo sviluppo del pensiero critico e creativo dei bambini, e sostengono l’importanza di offrire loro un’ampia gamma di materiali e “variabili” per esplorare e scoprire il mondo che li circonda.


Per saperne di piu’: dal catalogo dei corsi Zeroseiplanet di formazione per educatrici di asilo nido e insegnanti di scuola dell’infanzia, il corso “LOOSE PARTS: MATERIALI DESTRUTTURATI E CONTESTI EURISTICI

 

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I corsi di Zeroseiplanet

LE FIABE E LO SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA EMOTIVA

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Piccoli scienziati al nido e alla scuola dell’infanzia

L’approccio alle scienze al nido

I bambini fin dal nido possono avvicinarsi alle scienze in maniera molto naturale.

Infatti, i bambini sono dei veri e propri scienziati in erba, in quanto esplorano il mondo circostante con curiosità e si pongono continuamente delle domande.

Le scienze sono un ottimo strumento di apprendimento diretto dei fenomeni naturali perché aiutano i bambini a comprendere il mondo che li circonda in maniera razionale, e li aiutano a sviluppare una maggiore consapevolezza e conoscenza del mondo.

Ci sono molte attività scientifiche che possono essere proposte ai bambini del nido, ad esempio la sperimentazione.

Ovviamente, a seconda dell’età dei bambini al nido, si possono proporre diverse attività di sperimentazione che li portino alla scoperta dei fenomeni naturali.

Ad esempio, si possono proporre attività con l’acqua: riempire, svuotare, misurare, spruzzare, immergere, lasciare galleggiare e affondare oggetti di diverse dimensioni e forme.

Si possono anche proporre attività con la luce e l’ombra. Si può creare una stanza buia, oppure oscurare una stanza con teli scuri, e poi utilizzare lanterne e torce per creare giochi di luce e ombre. Questo tipo di attività stimola la curiosità dei bambini e li aiuta a scoprire nuovi fenomeni naturali.

Inoltre, si possono proporre attività con i materiali naturali, come ad esempio la sabbia, la terra e le foglie. Si può proporre ai bambini di esplorare questi materiali, di toccarli e di manipolarli, facendoli sperimentare in modo creativo e libero.

Infine, si possono proporre attività con i suoni. Si può utilizzare la musica per creare giochi di ascolto, oppure si possono creare degli strumenti musicali con materiali di recupero, e poi suonarli insieme.

In generale, le scienze offrono un’ottima opportunità per sviluppare le abilità cognitive e motorie dei bambini fin dal nido, e per favorire la loro crescita personale e sociale. Attraverso l’approccio scientifico, i bambini possono scoprire il mondo in modo diretto e creativo, e imparare a ragionare in maniera critica e razionale.

L’approccio alle scienze alla scuola dell’infanzia

I bambini di 3 anni e oltre sono molto curiosi e desiderosi di scoprire il mondo che li circonda. Questo è il momento ideale per insegnare loro le basi delle scienze, in modo che possano sviluppare una comprensione più profonda dei fenomeni naturali che li circondano.

Le scienze sono un ottimo strumento di apprendimento diretto dei fenomeni naturali, poiché consentono ai bambini di esplorare e sperimentare il mondo che li circonda. Questo li aiuta a sviluppare una mentalità scientifica, che implica la capacità di osservare, analizzare e risolvere problemi.

Inoltre, le scienze insegnano ai bambini la importanza dell’esperimento e del metodo scientifico, che sono fondamentali per la comprensione di molte situazioni della vita quotidiana.

Per insegnare le scienze ai bambini, è importante utilizzare attività pratiche che li coinvolgano in prima persona. Ecco alcuni esempi di attività scientifiche che possono essere proposte alla scuola dell’infanzia:

  1. Sperimentare con l’acqua: I bambini possono sperimentare con l’acqua, ad esempio, verificando come l’acqua si comporta quando viene versata da diversi recipienti o come l’acqua e la sabbia interagiscono quando vengono mescolate insieme.
  2. Costruire strutture con blocchi: I bambini possono esplorare le leggi della fisica costruendo strutture con blocchi e osservando come le strutture reagiscono quando vengono spostate o urtate.
  3. Studiare le piante: I bambini possono imparare come le piante crescono, che tipo di cure richiedono e come la luce, l’acqua e il terreno influiscono sul loro sviluppo.
  4. Esplorare la luce: I bambini possono esplorare la luce attraverso giochi di ombre e sperimentare come la luce si comporta quando passa attraverso diverse superfici trasparenti.

 

Per saperne di piu’: dal catalogo dei corsi Zeroseiplanet di formazione per educatrici di asilo nido e insegnanti di scuola dell’infanzia, il corso “PICCOLI SCIENZIATI: ATELIER E LABORATORI SCIENTIFICI AL NIDO E ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA

 

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PACCHETTO 20 ORE

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ONLINE – CORSO IN DUE GIORNATE Giovedì 3 Ottobre + Giovedì 10 Ottobre 2024 ore 16.30 – 18.30 CODING E PENSIERO COMPUTAZIONALE   ONLINE Sabato 5 Ottobre 2024 ore 8.30 – 12.30 MERAVIGLIA E STUPORE: LE STANZE IMMERSIVE   ONLINE Sabato 5 Ottobre 2024 ore 9.00 –...

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LE FIABE E LO SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA EMOTIVA

LE FIABE E LO SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA EMOTIVA

LE FIABE E LO SVILUPPO DELL'INTELLIGENZA EMOTIVACORSO ONLINE Sabato 18 Novembre 2023  Ore 13.00 - 17.00 I bambini spesso hanno più emozioni che parole per poterle raccontare. Per un bambino vivere emozioni complesse e non trovare adulti significativi in grado di...

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PERCORSO STEINER

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Percorsi formativi per il NIDO e la SCUOLA DELL'INFANZIA Dal nostro catalogo dei corsi Zeroseiplanet, i corsi per acquisire o perfezionare competenze professionali approfondite nell'ambito delle pratiche pedagogiche STEINERIANE, in cui approfondiamo le parti...

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Loose parts: quando i bambini inventano il loro gioco

Nel 1971, l’architetto britannico Simon Nicholson coniò il termine “loose parts” (parti sfuse) osservando come il gioco dei bambini con materiali aperti avesse un impatto sulla loro creatività e sul loro pensiero critico.

Nel 1966, lavorando all’Università della California, Nicholson creò un corso intitolato “Design 12”. Questo corso mirava a capire come il gioco, in ambienti collaborativi, desse origine a invenzione, costruzione e creatività. Alcuni dei progetti sviluppati dai suoi studenti furono testati da bambini in vari ambienti come parchi, ospedali, scuole e aree giochi. I progetti di maggior successo risultarono quelli in cui il gioco autoguidato consisteva nella manipolazione di “loose parts”: risorse di materiali aperti e spesso naturali.

In “The Theory of Loose Parts“, Nicholson (1971) nota come l’ambiente, quando completo di materiali ben selezionati, offra occasioni ai bambini per sperimentare e formulare idee originali.

Questi materiali, come suggerito da Nicholson, possono essere qualsiasi cosa che stimoli la curiosità, la scoperta e l’invenzione.

Il termine “Loose Parts” indica materiali non strutturati, di varie forme e colori, che offrono molteplici opportunità di apprendimento ai bambini, incoraggiando il dialogo e stimolando i sensi.

Si tratta di un approccio che permette di sviluppare l’immaginazione, la creatività e di coinvolgere i bambini in attività di gioco e di socializzazione.

I “Loose Parts” possono essere utilizzati in diverse esperienze educative, per supportare la crescita fisica, sociale-emotiva, linguistica, estetica e cognitiva dei bambini, e sono adatti a bambini di ogni origine culturale, classe sociale, abilità e genere.

L’obiettivo è quello di offrire materiali aperti, senza indicazioni specifiche, per consentire ai bambini di esplorare liberamente, manipolare, costruire e trasformare gli oggetti a loro disposizione.

Anche se il termine “loose parts” è moderno, in realtà questa modalità è condivisa da molti approcci educativi:

La pedagogia Montessori, ad esempio, incentiva l’utilizzo di materiali selezionati per consentire ai bambini di esplorare liberamente, senza l’intervento degli adulti.

Inoltre, il Reggio Emilia Approach riconosce come i “Loose Parts” possano incoraggiare la costruzione dell’identità dei bambini e la formazione di ipotesi, permettendo loro di sviluppare il pensiero divergente.

Per saperne di piu’: dal catalogo dei corsi Zeroseiplanet di formazione per educatrici di asilo nido e insegnanti di scuola dell’infanzia, il corso “ATELIER LOOSE PARTS: MATERIALI DESTRUTTURATI E CONTESTI EURISTICI

 

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I corsi di Zeroseiplanet

specializzazione inglese emozionale

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Percorsi formativi di specializzazione Si vede bene solo con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi. Antoine de Saint-Exupéry  Il percorso di Specializzazione in Inglese Emozionale è rivolto a insegnanti, educatori, conduttori di laboratori in lingua per...

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MIGLIORARE LA RELAZIONE CON I GENITORI

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MIGLIORARE LA RELAZIONE CON I GENITORI CREANDO EMPATIA E GESTENDO LE OBIEZIONI  CORSO ONLINE Sabato 11 Novembre 2023  Ore 8.30 - 12.30 Il corso intende approfondire il tema dei rapporti con le famiglie, partendo dall’analisi delle risorse che educatori del Nido e...

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EDUCARE SENZA PREMI NE’ PUNIZIONI

EDUCARE SENZA PREMI NE’ PUNIZIONI

EDUCARE SENZA PREMI NE' PUNIZIONI Le nuove frontiere della comunicazione nella pratica educativa      CORSO ONLINE Sabato 18 Novembre 2023  Ore 13.00 - 17.00   13.00-13.30 Registrazione partecipanti 13.30 Inizio corso 17.00 Termine corso Consegna...

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L’angolo della tana

Tane, capanne e piccoli rifugi sono luoghi magici che affascinano e fanno sognare i piccoli del nido, e anche i bambini più grandi della scuola dell’infanzia.

E’ stato osservato come, già da piccolissimi (tra il 1° e il 3° anno di vita) i bambini cercano spontaneamente piccoli spazi, intimi e riservati, all’interno del contesto più ampio: ne hanno bisogno per poter fantasticare, portare i loro giochi preferiti o per poter trovare un posto “segreto”, una piccola “seconda pelle” dove nascondersi e potersi rifugiare. L’angolo della tana esprime il naturale bisogno dei piccoli di avere uno spazio che li contenga e protegga. Perchè, mentre iniziano a esplorare il mondo e non sono più in simbiosi con il corpo della mamma, desiderano crearsi un caldo rifugio, uno spazio privato diverso da quello pubblico, sociale. L’angolo della tana ha dunque, durante la crescita, una valenza psichica molto profonda. Per i bambini piccoli è una seconda pelle, un guscio, una corazza, un luogo nel quale poter sperimentare un po’ di riservatezza, al riparo dello sguardo dell’adulto.
È uno spazio-cuscinetto che sostiene lo sviluppo dell’identità attraverso la possibilità di passare alla sfera privata e rielaborare le proprie emozioni. Ogni bambina e ogni bambino ha bisogno ed ha diritto – esattamente come noi adulti – di potersi prendere un tempo più o meno lungo ed uno spazio in cui ritrovare sé stessa, sé stesso. Si tratta spesso di uno spazio in cui ciucciare o prendere il biberon, sfogliare un libro, fare un covino con la propria pezzettina o peluche,

Si tratta di angoli appartati dove sfogliare un libro, farsi un piccolo covo con la propria pezzetta o il peluche preferito, o semplicemente guardare fuori da un luogo protetto, che possiamo ricavare all’interno delle stanze di soggiorno del nido o della scuola dell’infanzia, e che deve essere abbastanza riservato ma al tempo stesso visibile all’educatore o insegnante.

Questi angoli possono essere costruiti con materiali artigianali (compensato, stoffe, gomma piuma, etc.) ma devono rispettare le norme di sicurezza e igieniche necessarie.

Oggetti

L’angolo della tana è costituito da un arredo che finga un mobile chiuso ai lati e sul soffitti, con un’apertura accessibile al bambino.

L’ ampiezza della tana deve essere tale che il bambino possa starci seduto e con tutto il corpo. La tana può essere corredata dei seguenti materiali:

    • una tendina che ne nasconda l’ingresso
    • una copertura morbida al suo interno
  • cuscini di piccole dimensioni da collocare al suo interno.

Azioni

Il bambino utilizza autonomamente questo spazio, da solo o in compagnia di pochi bambini.

Le azioni compiute in questo angolo sono le più varie: consideriamo che nascondersi, per un bambino piccolo, può significare volersi isolare per un po’ dagli altri, per pensare, scoprire, giocare in tranquillità.

    • entrare e uscire dal nascondiglio, passaggi che favoriscono l’abilità motoria e la percezione della propria corporeità all’interno di uno spazio limitato.
    • fantasticare, un’attività psichica molto importante, che “nutre” le piccole menti. Se da una parte i bambini di questa età apprendono attraverso l’imitazione degli adulti, dall’altra parte è grazie alla fantasia che diventano “altro da noi” e ricreano nuovi mondi attraverso l’immaginazione.
  • allestire il nascondiglio portando con sé giocattoli o altri oggetti, per poterli custodire, tenere al riparo, giocarci, rassicurarsi e consolarsi.

Non consideriamo il gioco solitario un segno di asocialità: restando da solo, ogni bambino può scoprire la propria individualità, confrontarsi con i propri pensieri senza essere disturbato. La tana è quindi un rifugio dove “ricaricare le pile” e contenere l’ondata di emozioni e sollecitazioni che durante la giornata al nido possono risultare stancanti per un bambino.

Chiediamoci anche noi adulti quante volte ci troviamo a dire di “avere voglia di stare un po’ da soli”.

Se l’uso della tana è autonomo da parte del bambino, non pensiamo che l’attenzione dell’educatore non ci debba essere. Con rispetto e alle debite distanze, possiamo osservare ciò che succede all’interno della tana e intervenire se accade qualcosa di pericoloso.

 


Per saperne di più: dal catalogo dei corsi di formazione Zeroseiplanet per educatrici di asilo nido e insegnanti di scuola dell’infanzia, il corso “LO SPAZIO COME LINGUAGGIO

 

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RIPARTIAMO IN SICUREZZA

RIPARTIAMO IN SICUREZZA CORSO ONLINE Sabato 12 settembre 2020, ore 13.30-17.30 Il corso intende far luce sui mille dubbi che riguardano la riapertura dei servizi educativi per i bambini della fascia 06 a partire da settembre: comporta un adeguamento dei...

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